Le basi del design tipografico

Ogni grafico deve conoscere e capire la tipografia.

In questo articolo spiegheremo i concetti fondamentali della tipografia in modo semplice cosicché le basi possano essere capite da tutti.

La tipografia spesso viene banalizzata perché in pochi sanno il vero significato della terminologia che viene utilizzata per parlarne, quindi si tende a semplificare parlando in generale dei “caratteri”. In realtà dietro la tipografia ci sono tantissimi studi ed è un campo molto vasto, riguarda tutto ciò che è l’arte e la tecnica di comporre e arrangiare i caratteri; è inoltre, una parte fondamentale del lavoro del designer ed è molto più che rendere le parole leggibili.

Nel lavoro del grafico è necessario saper scegliere la font giusta in base a come interagirà con il layout, con la combinazione di colori e con il tema del design perché questo farà la differenza tra un lavoro che funziona o un lavoro che non funziona. Adesso bisogna fare una parentesi e spiegare che in grafica non esiste il bello o il brutto, in quanto come tutti sappiamo i gusti sono molto diversi e i pareri cambiano da persona a persona, per questo per giudicare un lavoro bisogna capire se funziona o no, e per capirlo bisogna valutare tutti gli aspetti del lavoro, se è accattivante, se il messaggio che vuole trasmettere è diretto e comprensibile ecc …

Per tornare alla tipografia, c’è da dire che buona parte del lavoro tipografico funziona attraverso l’intuizione creativa del designer, ma è impossibile diventare abili senza studiare le regole di base del mestiere. Si dice che, in tutte le arti, prima di stravolgere le regole bisogna comprenderle e studiarle. Una volta preso possesso delle basi ci si può concentrare su tutto il resto, informandosi sulle nuove tendenze, seguendo tutorial online e conoscendo più famiglie di font possibili. Il mio consiglio personale è di studiare le famiglie di font più antiche, quelle che hanno davvero creato le basi della tipografia in quanto, molte delle nuove famiglie non hanno all’interno tutto lo studio che c’è stato per creare quelle storiche, e spesso capita che possiedono solo un peso, non hanno supporti per le altre lingue con i rispettivi glifi necessari e non possiedono neanche uno studio accurato della crenatura. Ma entriamo più nello specifico nel significato di alcuni termini della tipografia.

1. La taglia

Si riferisce alle misure di una lettere. Non tutti i caratteri sono stati creati nello stesso modo, alcuni sono in grassetto, altri invece sono più sottili e bisogna quindi calcolare i diversi spazi che andranno ad occupare sulla pagina.

L’altezza di un carattere si dice la “x-height” perché è stata presa la lettera x come unità di misura dell’altezza, mentre invece la larghezza è conosciuta come “width-set” che calcola lo spazio occupato dalla lettera nello spazio della riga.

Generalmente è consigliato utilizzare font che hanno la stessa altezza e la stessa larghezza, a meno che non si voglia concentrare l’attenzione su una determinata parola più importante delle altre all’interno del testo.

2. Tracking e Kerning

La crenatura descrive lo spazio tra due lettere per creare un abbinamento armonioso. Per fare un esempio la lettera maiuscola A e la lettera V sono disegnate in modo che la parte superiore sinistra della V si trova sopra alla parte inferiore destra della A.

il tracking invece riguarda la distanza tra tutti i caratteri e viene applicato in modo uniforme.

3. La misura

Per misura si intende lo spazio che un blocco di testo occupa sulla pagina, bisogna sempre pensare che l’esperienza di lettura deve essere resa ottimale e quindi è una cosa importante da considerare.

Questi sono solo tre dei tanti termini che vengono utilizzati quando si parla di tipografia ma sono anche regole importantissime da seguire se si vuole fare un buon lavoro con i caratteri.

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